Libri

SHINING, "questo posto disumano crea mostri umani".

  • Autore: Stephen King
  • Anno di pubblicazione: 1977
  • Genere: horror
  • Punteggio lettura: 10/10

Per chi non avesse ancora letto questo libro, ho da fare una premessa: non fatevi troppo ingannare dal genere e dimenticate, nel caso in cui lo abbiate visto, il film di Kubrick, perché racconta un’altra storia. Magari, un giorno, parleremo anche del film… ma per ora, concentriamoci sul libro di King. Mi piace sempre definire questo libro come una perfetta architettura costruita sulla psicologia: il quadro umano dei tre personaggi principali è a dir poco perfetto. Concepiamo la famiglia Torrance come del tutto plausibile, palpabile e degna di estrema empatia: viviamo con lei il disagio, la tristezza, il disgusto, il terrore, la pietà e l’orrore, esattamente in quest’ordine. Non fatevi ingannare dal genere e non abbiate pregiudizi: in questo libro, più degli altri di King, troverete una spiazzante disamina psicologica dell’uomo.

Ci viene subito presentato Jack Torrance come un uomo alla deriva. Ha recentemente perso la cattedra presso la scuola in cui insegnava; ha un passato non troppo lontano da alcolista; un padre violento sulle spalle; una carriera mai decollata da scrittore; una commedia da scrivere e nemmeno un soldo per mantenere la propria famiglia, composta dalla moglie Wendy, donna accondiscendente e mansueta, e dal piccolo Danny, un bambino di cinque anni con un livello di intelligenza ben al di sopra della media e un dono, ancora pallido e inesplorato, legato alla preveggenza: lo shining, la “luccicanza”.

La prima scena del libro si apre con un dialogo magistrale, presentandoci Jack ad un colloquio di lavoro. Il suo amico Al Shockley, il suo vecchio compagno di sbronze Al Shockley, lo ha raccomandato al direttore dell’Overlook Hotel, che cerca un custode per la stagione invernale. Jack si precipita a questo colloquio perché non può farsi scappare anche quest’occasione e perché per scrivere la sua commedia avrà proprio bisogno di quei cinque mesi di isolamento. L’Overlook Hotel, che domina minaccioso sulle montagne del Colorado, è stato teatro di innumerevoli delitti e suicidi. L’ultimo oscuro avvenimento riguarda proprio il vecchio custode dell’hotel, che uccise le sue due bambine e la propria moglie con un accetta, e che poi si puntò una pistola alla tempia. Il mal di capanna lo chiama il direttore dell’hotel per giustificare la tragedia e Jack, con la sicurezza propria di chi non può nemmeno pensare a qualche alternativa, risponde con freddezza tagliente che né lui, né la sua famiglia, avrebbero avuto di questi problemi. E tutto inizia così.

Shining è un libro che sale di intensità pagina dopo pagina, e mentre sale si addentra sempre di più all’interno dei suoi personaggi, creando una perfetta e fittissima rete di moventi. Scopriamo con sempre maggiore sorpresa tutti i piccoli, orribili segreti di Jack e poi di Wendy, fatti di violenze subite e taciute, di profonda tristezza, di solitudine… ma anche di pentimento e di umanità. Poi conosciamo Danny, il bambino prodigio che parla perfettamente e che a volte, anche se non ne ha voglia, riesce a captare i pensieri dei propri genitori. King ci prepara all’arrivo all’Overlook Hotel con ben settanta pagine di preamboli, dove abbiamo modo di conoscere in pieno la famiglia Torrance, la trinità che non si può spezzare. King allora, dopo le dovute presentazioni, fa arrivare i Torrance in Colorado e, con un colpo da maestro, ci lascia una trentina di pagine di calma, dove riusciamo ad illuderci che la permanenza all’Overlook potrebbe funzionare… fino a che Jack, in un’assolata mattina di ottobre, non si imbatte in un nido di vespe, che rappresenta l’inizio della discesa verso un vero e proprio inferno. Il nido di vespe è il regalo di benvenuto dell’hotel, si può dire. Di seguito riporto una frase emblematica, incisa nella memoria, che sancisce ufficialmente l’inizio degli orrori:

Jack aveva letto da qualche parte, in un articolo di un supplemento domenicale o in un trafiletto di rivista basato sul risvolto di qualche libro, che il sette percento degli incidenti stradali non trova una spiegazione logica. Niente guasti meccanici, niente eccesso di velocità, niente guida in stato di ubriachezza, niente condizioni atmosferiche avverse. Semplicemente, un’auto che si fracassa su un tratto di strada deserto; un passeggero solo, il guidatore, che muore, e non è quindi in grado di spiegare cosa gli sia accaduto. (…) molti dei cosiddetti incidenti inspiegabili sono la conseguenza della presenza di insetti nell’auto: una vespa, un’ape, o semplicemente un ragno o una falena. Il guidatore si lascia prendere dal panico, cerca di schiacciarla e apre il finestrino per farla uscire. Magari l’insetto lo punge, il guidatore perde il controllo. Comunque sia, BANG! e tutto è finito, dopo di che l’insetto illeso esce ronzando allegramente dal rottame fumante, in cerca di pascoli più verdi”.

E’ proprio dopo questa abile descrizione che in qualche modo abbiamo un primo e vero presentimento che qualcosa andrà storto, ma ancora non capiamo in pieno che cosa ci aspetterà. La follia salirà con lentezza. La storia intera di Jack Torrance e della sua perdita di controllo è proprio racchiusa nell’immagine appena riportata, che comprende sia l’inizio che la fine della storia. La vespa sarà proprio l’Overlook Hotel. Jack permetterà di lasciare entrare l’Overlook nella sua testa, si farà pungere, e poi…

Shining è un libro che offre un vero e proprio tributo ai maestri dell’horror, e ad Edgar Allan Poe in particolare. L’Overlook è descritto nelle sue più piccole parti e nella nostra mente riusciamo a mettere insieme l’intera topografia dell’albergo: nel salone della festa e nella stanza 217 ci siamo anche noi, e non ci piace affatto. Siamo pienamente partecipi quando, uno ad uno, si staccano gli ingranaggi della sanità mentale e quando tutti i segreti dell’hotel, con il procedere dell’inverno, emergono nelle vesti di spettrali personaggi. Ci sembra del tutto plausibile l’orrore che si dispiega sotto i nostri occhi, perché è un orrore che si nutre dei segreti umani più raccapriccianti e che si poggia sulla grandiosa impalcatura psicologica che ci ha accompagnato fino a questo momento. E’ un posto disumano che crea mostri umani, e può davvero fare paura.

… e la morte rossa dominava su tutto!”

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