Musica

MusicMonday! SUBSONICA e il MICROCHIP TEMPORALE.

Avrei voluto parlare di qualche altra band, magari meno conosciuta. Avrei voluto scrivere un articolo diverso, ma invece sono qui a scrivere questo, probabilmente mossa da un po’ di nostalgia. In fondo al mio Moleskine color petrolio, nella tasca grande, ho trovato la busta con dentro i biglietti per il concerto dei Subsonica. Li presi a dicembre per festeggiare il mio primo esame all’università. Quando li acquistai ero in treno, avevo appena preso 30 in storia greca dopo quattro anni di sospensione degli studi, ero senza mascherina ed ero stanca di fare avanti e indietro da Milano. Il concerto sarebbe stato tra due giorni… e sarei stata molto felice. Stamattina ho guardato i biglietti, mi sono ricordata di quanto non vedessi l’ora di andarci, e poi li ho riposti. Mi sono detta: perchè non scrivere di questo? E allora eccoci qua. Il MusicMonday di oggi sarà dedicato ai Subsonica, la band della mia infanzia, della mia adolescenza e spero anche della mia intera vita adulta.

La prima canzone che ascoltai dei Subsonica fu, come penso per molti, Incantevole: “fuori è un mondo fragile/ ma tutto qui cade incantevole/ come quando resti con me”. Ero piccola, non capivo, ma mi ci affezionai. A volte penso che la musica ascoltata da bambini sia in grado di influenzare il nostro orecchio per sempre, soprattutto se di musica in casa ne gira tanta. Da me girava. Serviva a coprire i silenzi densi, ma almeno girava. In casa mia c’era Bersani, c’era Battiato, c’erano i Depeche Mode, c’era Battisti, c’erano i Red Hot Chili Peppers, c’erano i System Of a Down, c’erano i Bluvertigo e c’erano i Subsonica. E il mio orecchio è stato influenzato per sempre, ma non so come vada per gli altri.

I Subsonica sono insieme dal 1996, cioè da quasi ventiquattro anni, cioè da quando io sono nata. Non si sono mai sciolti e tutt’oggi sono la band italiana migliore da andare a sentire in concerto, e non lo dico solo io. ( https://www.rollingstone.it/musica/live/i-subsonica-sono-la-migliore-live-band-italiana-ancora/446495/#Part1 ). Io li sentii in Piazza Duomo all’incirca nell’estate del 2014, quando suonarono per la prima volta Lazzaro in vista dell’uscita del loro settimo album, insieme ai loro pezzi storici, e devo dire che fu un evento epocale. Ricordo che mi fecero male le gambe per qualche giorno e che riguardando i video online del concerto, mi sorpresi di tutta la gente che la piazza era riuscita a contenere. Mi sorpresi di essere riuscita a stare proprio in mezzo senza sentirmi asfissiata. Mi sorpresi di non essermene accorta. Avevo diciassette anni e mezzo ed era il mio terzo concerto della vita, ma fu il primo a cui andai senza un adulto. Mi sarebbe piaciuto riuscire ad andare a più concerti dopo, dal 2014 in poi, ma non l’ho fatto. Non l’ho fatto per futilità: devi lavorare, devi riposare, devi studiare. E mi sono persa un bel mucchio di cose. Quando presi i biglietti di questo concerto dell’8 aprile 2020, mi dissi: il duemila e venti sarà l’anno in cui andrò a più concerti possibile… Sì, come no.

I Subsonica fanno una buona, buonissima musica. Le basi su cui si poggiano i testi sembrano appartenere ad un altro universo. Il genere è rock elettronico ed è rimasto quasi invariato nel tempo, nonostante siano passati anni, mode e gusti. I Subsonica sono sopravvissuti al ricambio generazionale, ma non solo: nell’ultimo album hanno voluto accogliere la nuova musica e hanno riproposto Microchip Emozionale in collaborazione con diversi artisti “di oggi”, quali Willie Peyote, Coma Cose, Coez, Cosmo, e diversi altri. L’album in questione si chiama Microchip Temporale. Perchè farlo? Io credo per accogliere, raccogliere e condividere, per rispetto ad un concetto di universalità della musica che va completamente aldilà dell’etichetta e del senso singolare. La musica non è un fatto privato e Microchip Temporale è un incontro. Tante persone e molti fan della band hanno visto in questo progetto un confronto che non regge, preferendo l’album originale, ma io credo che non serva operare confronti. Non è questo il senso: non è un progetto di competizione. E’ un’apertura, un regalo e un bel modo di vedere la musica. Io stessa preferisco l’album originale, ma è normale! Eppure ho comprato anche questo. E l’ho ascoltato, e mi è piaciuto e ho pensato che è stato un bel modo per allacciarsi agli ascoltatori di oggi. In tanti avrebbero cambiato stile e si sarebbero adeguati al flusso, alla moda, alla novità, pur di comprarsi le orecchie della nuova generazione- e in quanti lo hanno fatto!-, ma loro no. Loro hanno scelto di riproporre un album storico e di lasciare che cambiasse in maniera naturale, per opera dei suoni degli altri. I Subsonica si sono completamente dati agli altri senza cambiare identità, e chi addita questo album come un brutto confronto non credo abbia capito di cosa stiamo parlando. Mi viene voglia di citare un verso della canzone di Boosta featuring Luca Carboni, che dice esattamente questo:

“Vivi con discrezione, stoicamente

E lascia il passo a tutti questi figli in cerca di sole

Alla luce di una stanza, non è abbastanza

Non è abbastanza

Stanza dopo stanza

Imparo e insegno

A tratti non comprendo

Ma colgo l’urgenza come un fiore già nato

Per questo reciso

Rimango al freddo e non ti accecherò.

Come la neve- Boosta ft Luca Carboni.

Con quest’album i Subsonica hanno colto la propria urgenza di fiori già nati e recisi. E’ un bel modo di fare musica, diamine. Stanno insieme dal 1996 e hanno sempre fatto un bel rumore. Sempre. Non c’è un testo che sia banale. Non c’è un suono che sia messo a caso. Sono un enorme pezzo di storia della musica che continua a battere i piedi insieme a una quantità smodata di gente… e se il mondo non cambierà troppo, spero che questo legame tra suono e arti di estranei che si muovono e si toccano sotto il palco non si spenga mai. Il tour è stato riprogrammato per l’autunno, e tutte le nuove date le trovate qui:

https://www.instagram.com/p/B-Et4UqjCa2/?igshid=87lvjdfgpjh7

La capacità di scrittura dei Subsonica è fuori norma. I suoni sono pazzeschi. L’attitudine è degna di un encomio… se non li conoscete, e credo sia assurdo ma tutto è possibile, cosa aspettate ad ascoltare qualcosa? Tipo:

  • Lasciati;
  • Dentro i miei vuoti;
  • Dormi;
  • Veleno;
  • Il diluvio;
  • I cerchi degli alberi;
  • Il terzo paradiso.

Giusto per citare le mie preferite assolute.

Tra due giorni sarei andata al concerto e sarei stata molto felice. Probabilmente tra due giorni metterò l’album a tutto volume e farò finta di essere in mezzo a una marea di persone sudate. O magari no, perchè sarebbe brutto fare finta. Magari aspettiamo.

“Gelidi i tuoi occhi/

Due orbite in un cielo senza luce/

Nel tuo cuore il vento/

L’eclissi di una sazia e spenta civiltà”.

La Glaciazione, Subsonica.

Per rimanere in tema apocalisse… ( https://www.youtube.com/watch?v=nh-llB68CA0 ).

Standard

Una risposta a "MusicMonday! SUBSONICA e il MICROCHIP TEMPORALE."

  1. Pingback: MusicMonday! SUBSONICA e il MICROCHIP TEMPORALE. — iL FUOCO DI PROMETEO – Revolver Boots

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...