Musica

MusicMonday! JOHN FRUSCIANTE.

Il Coronavirus ha messo in pausa molte cose e offuscato grandiose notizie, come per esempio il ritorno di John Frusciante nei Red Hot Chili Peppers. Quando Flea, il 15 dicembre 2019, ha annunciato con un post su Instagram che John era rientrato nel gruppo, avevo appena finito di lavorare. Ero appena arrivata a casa ed era già notte piena. Ricordo che mi sedetti in cucina, mi aprii una Coca-cola, cominciai a scorrere noiosamente la home di Instagram, incontrai questo post e lessi…

( https://www.instagram.com/p/B6G5OH4hEdM/?utm_source=ig_web_copy_link ): “(… ) We also announce, with great excitement and full hearts, that John Frusciante is renjoining our group. Thank you. “

Saltai dalla sedia. Non mi sembrava vero, tanto che dovetti leggere più volte per assicurarmi di aver tradotto bene il messaggio… dopo quanti anni? Dieci? Beh, smisi di rimanere aggiornata sulle nuove canzoni dei Red Hot a 13/14 anni, quindi sì… dieci. Dopo dieci anni John è tornato nel gruppo e finalmente sono grande, allora posso pagare il biglietto per andare al loro concerto pensai. Quanto avevo sperato di vederlo tornare nel gruppo. Mi affrettai, nei giorni seguenti, a cercare qualche data per poterli andare a sentire. Il loro primo concerto sarebbe stato al Firenze Rocks, il 13 Giugno… ma poi, nemmeno il tempo di organizzare, e il Coronavirus ha sballato tutti i progetti, forse anche i loro.

Quando uscirà il disco di questa tanto attesa e quasi disillusa reunion? Che cosa ha fatto John durante questi dieci anni di assenza? Ricapitoliamo qui sotto, così da non dimenticarci di loro e di questa grandiosa notizia, e speriamo di poterci trovare tutti, non troppo tardi, ad un loro concerto. Non che Dave Navarro o Josh Klinghoffer fossero chitarristi da buttare eh, ma John… John è un’altra storia.

John Frusciante si è innamorato dei Red Hot a quindici anni, quando li sentì in concerto nel 1985. Chi l’avrebbe mai detto che di lì a poco sarebbe diventato uno dei pezzi portanti della band? Perché bisogna dirlo: i Red Hot hanno davvero spiccato il volo soltanto dopo e con John, ed è innegabile la profonda differenza di suono che intercorre tra i primi RHCP, gli RHCP con John, e gli RHCP senza John. John si fa sentire, e probabilmente senza di lui i RHCP tornano ad essere quei raw talent dell’inizio, quei “talenti grezzi poco a fuoco”.

John quando entra nella band chiude il cerchio: era l’anello mancante. Con lui, i Red Hot ce la fanno: Blood Sugar Sex Magik esce nel 1991 ed è subito lanciato nell’Olimpo. Diventa il suono di quegli anni, tutti conoscono i Red Hot e tutti li amano. Ma ci vuole una buona dose di equilibrio per rimanere sull’Olimpo senza cadere… e John, forse spaventato dall’altezza e senza alcuna voglia di sfracellarsi al suolo- ha solo vent’anni, in fondo-, decide su due piedi di scendere dalle nuvole divine: nel 1992 abbandona il gruppo. Nel bel mezzo del tour. E gli RHCP sono costretti a trovare un rimpiazzo che possa assicurare loro un posto nell’Olimpo anche con un nuovo disco, e scelgono Dave Navarro. Funziona, non è malissimo… ma non è John. E dopo sei anni, nel 1998 John ritorna, per poi abbandonare di nuovo nel 2009. Nel ’98 i Red Hot lo riaccolgono e in qualche modo lo salvano dal mondo in cui John si era rinchiuso, un mondo molto vicino alla peggiore delle tragedie. Eppure, nonostante tutto, John non ha mai smesso di fare musica. Anzi, si è proprio chiuso nella musica, e Smile from the Streets You Hold è l’album che fa da testamento al periodo probabilmente più buio della sua vita. Probabilmente oggi John è pronto per aprirsi di nuovo, con i RHCP e con noi. Nei periodi di solitudine John si dedica molto alla sperimentazione, nel vero senso della parola, dimenticando le classifiche- che in realtà non gli sono mai importate: John fa un lungo percorso musicale, lo stesso percorso da solista di cui forse avrebbe avuto bisogno prima di trovarsi sull’Olimpo. John Frusciante da solo non somiglia sempre ai Red Hot, ma sperimenta anche tutt’altro: la seconda volta che John abbandona il gruppo, lo fa per seguire la strada della musica elettronica. Abbiamo suoni nuovi, diversi e a volte difficili, che lasciano un po’ spiazzati, ma in cui non si può non riconoscere il genio. Ascoltate Anne, Going Inside, Past recedes, Dying song per innamorarvi del Frusciante solista e geniale, ma anche Expre’act, Mistakes e Lowth Forgue, per capire di cosa stiamo parlando.

Non sappiamo perché John sia tornato, ma si può immaginare che lo abbia fatto per chiudere il cerchio. Un cerchio lasciato sempre aperto, dove nessuno è mai riuscito a sostituirsi a lui. Io credo poi che John sia ancora con noi perchè ha avuto il coraggio di staccare la presa, pur di fare i conti con sè stesso. Come sarebbe finita, se non avesse mai abbandonato il gruppo? Forse oggi, se John non avesse avuto il coraggio di staccarsi dai RHCP, non saremmo qui a parlare della gioia di averlo ancora sul palco. John Frusciante non è solo l’anima mai tramontata della band, ma è anche un genio straordinario, per questo fragile, volubile, ma salvo. E di nuovo nella band.

I Red Hot Chili Peppers hanno già cominciato a lavorare sul nuovo disco con John, e in un’intervista il batterista della band Chad Smith ci ha parlato di un John Frusciante cresciuto, autocosciente, che ha deciso di essere pronto per tornare a suonare in un gruppo… e quel gruppo porta ancora e per sempre il nome di RHCP. Che duri un anno o dieci anni, sono sicura che tutta questa attesa ci farà ascoltare un disco pazzesco, senza precedenti.

https://www.youtube.com/watch?v=NHivRSWp00g

I’m goin’ away forever

I’m goin’ away forever

never comin’ back this way

never comin’ back to this place

What i need is a heaven

what i really need is a heaven

a place to go where i can really be

a place to go where i can really be

where i can really be.”

Dying Song, John Frusciante, 2004.

Standard