Scrittura

Perchè in quarantena si legge e si scrive di meno?

Quante volte abbiamo sognato di avere più tempo a disposizione per leggere un altro capitolo, o per scriverlo? In tempi normali, dico. Quando andavamo al lavoro, facevamo le piroette per stare dietro ai tempi di consegna e ci dicevamo: – non ce la farò mai, a finire di fare tutto-. E sognavamo di poter avere più tempo. Sognavamo il tempo, perchè non ne avevamo… E adesso, invece? Ho notato che la distrazione facile non è soltanto un mio problema. Ho letto di molti lettori accaniti che si dedicano ai romanzi con meno attitudine, o di scrittori in blocco da pagina bianca, che scrivevano di più quando avevano soltanto un’ora di tempo la sera. Mi sono accorta io stessa di quanto sia difficile rimanere a fuoco sulle cose, mentre il tempo intorno a noi si è allargato a macchia d’olio. Studio, leggo e scrivo meno, e non sento di avere la concentrazione adatta. Ma perchè? Di chi è il problema? E come si risolve?

I motivi di questo calo di attenzione credo siano di diversa natura. Innanzitutto, a meno che non viviate completamente soli, il primo problema con cui dovete fare i conti è il rumore. In casa c’è sempre un gran baccano: padelle che friggono, posate che cozzano, telegiornale a tutto volume, bambini che si annoiano… E spesso è difficile decidere di chiudersi nella propria stanza, quando già si è costretti ad essere chiusi in casa. Quindi lasciamo la porta aperta, accogliamo il rumore come fosse un segnale di vita inestinguibile, e rinunciamo alla concentrazione pur di non isolarci più del dovuto. E addio capitolo da terminare. Un altro problema, anche se in tempi migliori ci appariva come la soluzione, è la grande quantità di tempo che abbiamo a disposizione. A quanti capita di dire: – questo lo farò dopo, tanto ho tempo?-. E così perdiamo tanto, tanto tempo. Ne abbiamo molto e ne sprechiamo molto, perchè tanto di tempo ce n’è. Non impariamo proprio mai… E poi, un’altra cosa che mi viene in mente è che di solito, quando scriviamo e leggiamo, lo facciamo per mettere in stand-by la vita vera. Lo facciamo per entrare in contatto con altri mondi, o con noi stessi, soprattutto quando siamo molto stressati. E oggi invece, forse è più difficile mettere in stand-by. E’ difficile mantenere le distanze da una situazione così atipica ma vicinissima, forse non è possibile evitare di pensarci. Ed è così perchè non c’è separazione: tutto si svolge nello stesso ambiente, da mattina a sera, e le linee che prima separavano il lavoro dalla casa, per esempio, o lo svago dal lavoro, non esistono più. Non è facile mettere in stand-by qualcosa di così pervasivo. Non è facile tracciare linee divisorie… E che fare, dunque?

Io a volte credo di non riuscire a concentrarmi perchè una vocina lontana dentro di me, a cui cerco di non dare mai attenzioni né speranze, dice: -ma chi te lo fa fare, adesso?-. Cerco davvero di non ascoltarla, ma a volte prende il sopravvento. Ma chi te lo fa fare, adesso? Come se questa situazione non dovesse finire mai. Come se rimarremo in stand-by per sempre, asettici, tristi e lontani come animali in uno zoo. Giuro, questa vocina dentro me sopravvive un paio di minuti al giorno, e poi mi faccio forza per soffocarla. Ma esiste. Esiste e mi fa venire rabbia. E dalla rabbia risorge la volontà: ho costruito tutto questo, per vederlo fare a pezzi da una situazione che non posso controllare? No. Devo continuare a costruire. Guai a dar troppa retta a questa vocina… perchè è un po’ come pensare alla morte ogni tre secondi. Ma chi te lo fa fare, se tanto dovrai morire? Non è giusto pensare a questo. E impegniamoci a non farlo. Soprattutto oggi. Perchè dovremo essere pronti quando tutto finirà, non arresi. Pronti.

Quindi, come risolvere il problema della distrazione facile?

  1. Accetta di isolarti. Non stai facendo un torto a nessuno: dedica al tuo lavoro il tempo che serve. Quindi crea l’ambiente e chiudi fuori i rumori. Quando uscirai dalla stanza, ti sentirai meglio: hai fatto una cosa produttiva che ti farà andare a dormire con qualche speranza in più.
  2. Ogni mattina, crea un piano della giornata: potrà sembrare stupido, ma spesso avere gli obiettivi scritti nero su bianco aiuta. Sii preciso, ma non troppo: dividi, per esempio, in tre blocchi- mattina, pomeriggio, sera. E in ogni blocco inserisci il tuo piano d’azione.
  3. Prendi spunto da questa situazione surreale per immaginare e per ricordare. Fai qualcosa che possa mettere a tacere la vocina dentro di te che spinge per farsi sentire e per demoralizzarti. Accetta di mettere in stand-by la preoccupazione. Accetta mondi diversi da quelli che vivi ogni giorno. Non farti bombardare dalle notizie del telegiornale e non essere ossessivo. Crea un qui e ora che ti possa aiutare a pensare a qualcos’altro. Crea il tuo spazio di distrazione e non sentirti fuori luogo, nel farlo. Fallo: ti sentirai meglio, e pian piano la concentrazione tornerà ad essere a fuoco.
  4. Prova a scrivere un diario. Concediti un’ora ogni sera per riflettere sulla tua giornata e dai un senso al tuo tempo. Scrivere aiuta, e non sono di parte: lo dicono tutti. Scrivi ogni giorno quel che ti passa per la testa. Quanto sarà bello, un giorno, poter rileggere le pagine scritte oggi? Perchè anche il tempo morto che viviamo oggi è prezioso e non dobbiamo dimenticarlo.

Ammetto che ogni mattina io faccio sempre un bello sforzo per mettermi a fuoco, e all’inizio dovevo davvero costringermi. Ho cominciato a scrivere questo blog per dare un senso al tempo, e mi sembra stia funzionando. E voi? Cosa fate per dare un senso al vostro tempo? Pensateci oggi, perchè quando tutto finirà vi pentirete di esservi sentiti arresi, durante questo tempo strano. Siate grati del tempo che avete a disposizione e non buttatelo via. Siate pronti per quel bellissimo domani che arriverà e siate capaci di uscirne diversi da come siete entrati…

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